PRESENTAZIONE
SAPERE GIURIDICO
Rivista Semestrale Multidisciplinare
VOL. III – N. 2 – 2024

Lorenzo Dimartino

Con il suo sesto numero, la rivista Sapere Giuridico affronta un tema che oggi più che mai interpella il diritto nella sua capacità evolutiva, relazionale e sistemica: la mediazione nel contesto giuridico multidisciplinare. In un’epoca caratterizzata da una crescente complessità dei conflitti – siano essi familiari, penali, sociali, economici o confessionali – il diritto non può più limitarsi a essere mera procedura giudiziale. Esso è, sempre più, chiamato ad aprirsi a logiche compositive, dialogiche e riparative.
L’opera collettanea qui presentata restituisce una visione ampia e articolata di mediazione e giustizia riparativa, ponendole al centro di un ripensamento del paradigma giuridico, nel quale il conflitto non è più ridotto a scontro tra interessi, ma considerato occasione per il recupero di legami, responsabilità e reciprocità.
Nel contributo di Patrizia Patrizi e Federica Maggio (La giustizia riparativa: un cambio di prospettiva), emerge la necessità di “cambiare le lenti” con cui guardiamo al reato: non più mera violazione della norma, ma frattura nelle relazioni. La giustizia riparativa, in questo senso, si configura come giustizia sociale e comunitaria, fondata su un approccio triadico che coinvolge autore, vittima e comunità. La mediazione – che non si identifica necessariamente con il perdono – è qui lo spazio della narrazione, dell’ascolto, della trasformazione.
Questo approccio trova riscontro anche nell’analisi di Guerino Gazzella (La mediazione penale nel contesto della giustizia riparativa), che approfondisce gli strumenti tipici della giustizia riparativa, dalla mediazione autore-vittima alla mediazione con vittima aspecifica, fino agli incontri di mediazione allargata. L’autore sottolinea come tali pratiche siano fondate su partecipazione attiva, consenso, confidenzialità e volontarietà, e come esse rappresentino una via concreta alla responsabilizzazione e al reinserimento del reo, oltre che alla cura della vittima.
Il saggio di Orietta Rachele Grazioli (La mediazione nel contesto giuridico multidisciplinare) si concentra sulla mediazione familiare, in particolare alla luce della Riforma Cartabia, e ne evidenzia le potenzialità non solo deflattive, ma trasformative. L’autrice mostra come la mediazione si inscriva in una logica di corresponsabilità genitoriale e di accompagnamento relazionale, che coinvolge giuristi, psicologi, assistenti sociali, mediatori e pedagogisti.
In questa direzione si muove anche l’approfondimento di Giovanna Perna (Giustizia riparativa e mediazione: verso un modello integrato), il cui contributo si configura come una vera e propria mappa della mediazione come istituto trasversale. La mediazione è qui intesa come sapere giuridico-relazionale, che si realizza all’incrocio tra diritto, etica, pedagogia e cultura della pace. Centrale è la figura del mediatore, ponte tra mondi diversi, capace di facilitare la comprensione reciproca e orientare verso soluzioni condivise.
Ampio spazio è dato anche agli ambiti civilistici ed economici, come mostrano i contributi di Francesca Pizza (Mediazione civile e sovraindebitamento), in cui si documenta un caso concreto di connubio virtuoso tra mediazione e strumenti di composizione della crisi da sovraindebitamento, con esiti di grande rilevanza sociale e giuridica.
A chiudere, l’apporto del diritto ecclesiastico e comparato: nel saggio di Raffaele Granata (La mediazione anglicana tra fondamenti ecclesiologici e prassi applicativa), emerge un’interessante rilettura dei sistemi di giustizia ecclesiale anglicana, in cui figure come il vescovo agiscono da conciliatori e facilitatori nella gestione dei conflitti interni alla Chiesa. Un modello che, pur nella sua specificità confessionale, suggerisce quanto sia pervasiva e necessaria la logica non contenziosa della mediazione anche nei sistemi giuridici più antichi e strutturati.
Questo numero di Sapere Giuridico vuole quindi essere non solo una raccolta di saggi, ma una proposta culturale. La mediazione non è più un “alternativa al processo”: è, sempre più, parte integrante del diritto, un diritto che guarda alla persona, alle relazioni e alla dignità.
Nel raccogliere voci accademiche e professionali, il volume si pone come punto d’incontro tra teoria e prassi, tra sapere giuridico e sapere umano. Un invito, dunque, a pensare e praticare il diritto non come forza impositiva, ma come luogo di incontro e di ricomposizione.

Seguono alcuni estratti da SAPERE GIURIDICO VOL. III – N. 2 – 2024

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